Killer7 doveva essere uno dei cosiddetti CapCom Five, uno dei cinque titoli dell'omonima compagnia che avrebbe dovuto risollevare le sorti del Gamecube, all'epoca già messa in difficoltà dalla sua concorrente principale, la Playstation 2. Né Killer7 né gli altri membri del gruppo riuscirono nell'impresa, più che altro perché la CapCom fece marcia indietro, cancellando uno dei titoli e rendendone multipiattaforma altri tre. Escludendo Resident Evil 4, gli altri giochi non riuscirono a piazzare moltissime copie. In compenso, Killer7 divenne rapidamente un vero e proprio oggetto di culto, uno di quei giochi che si ama o si odia, senza mezze misure.
Recensire un titolo del genere è un compito piuttosto arduo. Non stiamo parlando di un normale videogioco, quanto di un'opera che fa dell'unicità uno dei suoi maggiori, indiscutibili pregi. Grafica, trama, personaggi, gameplay; ogni singolo elemento trasuda unicità. Le opere della compagnia guidata da Suda51, la Grasshopper Manufacture, sono sempre state rinomate per la loro originalità. In molti casi, per la loro stravaganza. Killer7 è senza dubbio il titolo più rappresentativo da questo punto di vista; anche se vantate una vastissima esperienza videoludica, difficilmente avrete mai visto qualcosa di vagamente simile. E, con tutta probabilità, neanche in futuro vedrete nulla del genere.