Siamo nel 1990, in Giappone: in quegli anni il mercato videoludico stava vivendo la produzione delle prime console a 16-bit, con Sega e Nintendo in prima linea a darsi battaglia. Intanto il NES, per i giapponesi Famicom, cominciava a soffrire gli anni e a invecchiare, ma nonostante ciò, non se ne rimase in disparte a guardare e cominciò a sfornare una serie di titoli che assunsero una certa rilevanza all'interno del mercato videoludico, dando via a saghe che ancora oggi proseguono con episodi usciti sulle console di nuova generazione. Fra questi titoli esce Fire Emblem, un gioco che darà origine a una serie che uscirà però dal paese del Sol Levante non prima del 2003 quando anche in America e in Europa i possessori di Game Boy Advance hanno avuto la possibilità di mettere le mani sul settimo capitolo della saga di Fire Emblem. Il titolo esce in occidente con il titolo, appunto, di Fire Emblem, ma solo perché si tratta del primo capitolo arrivato fino a noi, mentre in Giappone il sottotitolo era "Rekka no Ken" che significa "spada fiammeggiante". Dopo questa premessa che parte dagli antipodi e che non interessa a nessuno, focalizziamoci sul gioco in sé.