| Autore: Mario "Omega" Petillo (Visualizza tutti i suoi lavori) |
Ultima revisione: 20/05/2009
Pagina 1 di 2Sakaguchi-san ha trasformato un prodotto di nicchia come i giochi di ruolo in un genere amato da vaste fasce di pubblico a livello mondiale
(Peter Moore)
Il mondo intero ha sentito parlare, ha conosciuto, ha giocato, ha “casualmente” visto sugli scaffali dei migliori negozi di videogiochi la saga Final Fantasy: ma quanti, anche tra coloro che si ritengono veri appassionati, conoscono i retroscena di questa meraviglia videoludica? Quanti conoscono i creatori o i nomi degli artisti che hanno saputo concepire la saga meglio riuscita nell’arco dell’era dei videogiochi? Solo quei pochi che , quando ringraziano qualcuno per questo capolavoro , sanno dare un nome e un cognome al loro eroe , disdegnando chi, a loro contrario, non conosce nemmeno i lineamenti somatici dell’uomo che ha perfezionato il genere dei giochi di ruolo. I primi citati ricordano, ogni qualvolta si ritrovano dinanzi al nome della loro saga preferita, che l’uomo da ringraziare è un giapponese, ovviamente, di nome Hironobu Sakaguchi.
La nascita dell'ultima fantasia
Hironobu Sakaguchi nasce il 25 Novembre 1962 nella balneare e alberata città di Hitachi, sulla costa Pacifica del Giappone, e prima dell’università frequenta la scuola superiore di Hito nella regione di Kanto, poco più all’interno rispetto alla sua Hitachi. Nel 1981 entra all’università nazionale di Yokohama iniziando a frequentare la facoltà di ingegneria elettronica dove conoscerà Hirochimi Tanaka, che ben presto diventerà suo collaboratore alla Square: è proprio con questi che, ad anno inoltrato, nel 1983, lascia l’università per cercare nuovi orizzonti e per prefissarsi nuovi obiettivi di successo. 
Nel Settembre dello stesso anno, 1983, insieme con Masafumi Miyamoto, Hironobu Sakaguchi fonda la Square Company Limited, che si appoggerà alla Denyu Company Limited fino a raggiungere la totale indipendenza nel 1987, quattro anni dopo la sua fondazione: è l’inizio di quella casa videoludica che segnerà un importante passo verso l’affermazione del videogioco di provenienza nipponica. Impazzava la moda del Nintendo Entertainment System, meglio conosciuto come NES , e Sakaguchi riuscì a farsi strada, in breve tempo, nel mercato della console più amata del momento. Nel 1985 esce il primo gioco targato Square intitolato Trezugar, uno sparatutto, e seguiranno, l’anno successivo, King’s Knight, un altro sparatutto, Suishou No Ryuu, la prima avventura di Sakaguchi, e, per finire, Deep Dungeon, il primo GDR della Square: tutti e quattro i giochi saranno per NES, ovviamente, ed esclusivamente dedicati al mercato nipponico.
Due anni dopo il decollo nel campo Nintendo, la Square diventa una casa a sé. La mossa che portò la Sakaguchi a rendersi indipendente dalla sua casa madre, dopo solo quattro anni dalla nascita, fu un vero e proprio azzardo: il rischio era nella mancanza di fondi necessari al mantenimento della struttura Square Co. Limited e nella produzione di un qualsiasi altro videogioco che potesse risollevare le sorti della casa nipponica anche nel mercato del NES. Sembrava la fine, ma, come in ogni storia a lieto fine, quello era solo l’inizio del miracolo firmato Sakaguchi: era pronta la sua ultima fantasia. Nel 1986, come leggenda vuole, il mancato ingegnere elettronico si presentò alla corte di Shigeru Miyamoto, famoso designer che si era affermato da tempo con la creazione di Donkey Kong e Mario, con una misera idea , nelle quali mani era riposta la salvezza della Square: sarebbe stata l’ultima fantasia di Sakaguchi, appunto Final Fantasy. L’idea fu un successo colossale: il 18 Dicembre 1987 Final Fantasy giungeva sulla Famicon, da noi conosciuto come NES, e dopo un inizio fantastico, nel 12 Luglio 1990 approdò anche negli Stati Uniti. Ai primi tre capitoli, nelle vesti di game design, collaborò anche Tanaka, il primo ad appoggiare Sakaguchi nella sua pazza idea di sviluppo, l’ormai famoso Yoshitaka Amano, appena approdato alla corte di Hironobu, e un giovane musicista autodidatta, Nobuo Uematsu, pronto a porre una pesante firma sulla casa Square. Da quell’ormai lontano anno 1987, Sakaguchi divenne un vero e proprio pozzo senza fondo di idee e nell’arco di 5 anni (17 Dicembre 1988; 27 Aprile 1990; 19 Giugno 1991; 6 Dicembre 1992) la saga di Final Fantasy arrivò fino al capitolo V, nel quale iniziò a farsi notare una giovanissima scoperta: Tetsuya Nomura, che, come narra una leggenda, fu scoperto per caso e portato immediatamente a lavorare nella casa nipponica.
L'apogeo della saga: Final Fantasy VII
Oramai non avere successo con i vari capitoli era impossibile e la Square continuava, col ritmo di un capitolo ogni anno, la sua scalata verso la vetta del mercato videoludico: e questo era solo l’inizio. Mentre Final Fantasy iniziava anche ad uscire dal confine nipponico e c’era stato lo sbarco negli States, con un più che buon successo successo, in casa Square Sakaguchi-San iniziava ad avere fiducia in quel giovane Tetsuya Nom
ura che nel 1994, con Final Fantasy VI, divenne a tutti gli effetti co-character designer di Yoshitaka Amano: molti criticarono e tuttora criticano l’operato dell’ormai più che affermato designer, ma qualunque sia l’opinione pubblica, con Nomura, Sakaguchi iniziò una nuova era, un’era di rinnovato successo indiscusso e incontrastabile.
Il 31 Gennaio 1997, dopo tre anni di preparazione, Hironobu Sakaguchi, Tetsuya Nomura e Yoshinori Kitase, confezionano il capolavoro: la consacrazione per Sakaguchi era arrivata, nessuno avrebbe più dimenticato la storia che erano riusciti a creare. I personaggi del nuovo capitolo, Final Fantasy VII, riscossero un successo immediato e il gioco spopolò presto anche negli States e in Europa, là dove fu accolto come un capolavoro senza precedenti: Cloud, Sephiroth, Tifa, Barret, Aerith, Vincent, segnarono un passo importante nell’era di Final Fantasy rimanendo più impressi nei cuori dei videogiocatori più di quanto abbiano saputo fare Cecil, Bartz e Terra, rispettivamente protagonisti dei capitoli IV, V e VI.
Uematsu compose forse la più famosa sua opera, “One Winged Angel”, dedicata al capolavoro di Nomura, Sephiroth. Final Fantasy VII totalizzò milioni di copie vendute in tutto il mondo e ora il compito di Sakaguchi di ripetersi e migliorarsi era davvero difficile. L’11 Febbraio 1999 la Square si ripeté: stesso staff, stessi esecutori, ma il risultato, a detta dell’informe massa di videogiocatori, non fu lo stesso. La storia di Squall, Irvine, Rinoa, Zell e Seifer, che andava a comporre Final Fantasy VIII, venne criticata da coloro i quali avevano amato l’innovazione apportata nel capitolo che segnò il lancio per Nomura, giovane sul quale Sakaguchi aveva deciso di puntare, ma al quale darà una tregua nel tentativo di riprendere il passo di Final Fantasy VII. Nel 2000, in casa Square, infatti, si rivede Yoshitaka Amano, richiamato in patria da Sakaguchi-san per l’esecuzione del nono capitolo della serie che avrebbe dovuto riscattare quello che la critica aveva definito un flop totale: Final Fantasy VIII. Neanche stavolta Hironobu riuscì a riscattarsi: il nono capitolo andò anche peggio, a detta della critica, del precedente riscuotendo molte più critiche: molte dovute anche alla mancanza di nostalgia delle figure inumane e fin troppo bambinesche di Amano, e, nonostante tutto, il mercato ora era affezionato al disegnatore dei fantastici Cloud e Squall, ovvero Tetsuya Nomura. Nonostante il crollo, però, nello stesso anno, il 2000, con l’inizio del nuovo millennio, Hironobu Sakaguchi, dopo Shigeru Miyamoto e Sid Meier, il padre di Civilitation, diventa il terzo ad entrare e ad essere premiato alla “Academy's Hall of Fame”, il coronamento di una carriera che certamente non era alla fine.
Hironobu Sakaguchi è uno dei game designer migliori di sempre, aspetto con ansia il suo prossimo lavoro..
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