| Autore: Luca "Knukle" Maiorani (Visualizza tutti i suoi lavori) |
Ultima revisione: 17/02/2009
Pagina 1 di 2Un vecchio scheletro che non perde mai la grinta
Uscito ormai quasi da un decennio, il celebre titolo che spopolò all’epoca sulla prima console Playstation rimane ora, agli occhi di chi è oramai abituato ai giochi di nuova generazione, uno scheletro vecchio e sdentato, sepolto in una cripta puzzolente, coperta da muffa e ragnatele. Viene elogiato da tutti come un mito, ma apparirà come una massa informe di pixel e texture ripetitive. Che il povero Sir Dan debba per sempre rimanere rinchiuso in un fetido ripostiglio a prendere polvere e sparire? Oppure, com’è giusto che sia, bisognerebbe dare una seconda possibilità a quegli eroi del passato, quei cavalieri dall’armatura non più scintillante, cigolante anche, ma ancora capace di resistere a molte, moltissime battaglie? Per scoprirlo non vi resta che continuare a leggere.

Dimostrare di essere un Eroe
Esiste, tra le vacue nebbie del mito, un paese incantato che porta il nome di Gallowmere. Esso potrebbe essere il luogo dove tutte le fiabe si riuniscono e danno fiato alla leggenda, che, in questo caso, narra di un’epica battaglia tra le forze del bene e quelle del male, capitanate da eroi e demoni, cavalieri e potenti stregoni. Il mago, a capo delle malvagie milizie, si chiama Zarok, un tempo grande indovino del regno che, per odio dei costumi semplici della gente di Gallowmere, e delle loro insulse vite, decise di prendere il potere con la forza. Ma, come sempre accade nelle fiabe, un manipolo di valorosi si oppose alla sua ascesa, ed uno di loro in particolare, Sir Daniele Fortesque, benché colpito a morte ad un occhio, riuscì a portare con sè nella tomba il malvagio stregone, e a porre fine alla guerra. Eppure, a volte, le leggende non dicono la verità.
Quello che da tutti veniva considerato un prode eroe, era in realtà un damerino annacquato dal fiume della nobiltà, un cavaliere indegno di brandire uno spadino, caduto per una misera freccia in un occhio, senza aver nemmeno la possibilità di tirare un fendente ad un solo nemico. Gli altri cavalieri si facevano beffa di lui, rinchiuso in una cripta ammuffita e puzzolente, per sempre ritenuto un eroe, per sempre realmente un impostore.
E poi, passarono cent’anni, e Zarok tornò, rafforzato dall’odio e dalla furia, sottomettendo nuovamente Gallowmere, priva di validi eroi capaci di fermarlo. Ma il fato, deciso a porre rimedio alle cose, scelse di dare una seconda possibilità a Sir Dan, rianimando le sue ossa e la sua armatura arrugginita, così che esso possa realmente sconfiggere Zarok, entrando di diritto nella leggenda.

Nei panni di un eroe ossuto e valoroso
Capiamo sin da subito, appena entriamo nei panni dello scheletrico Sir Dan Fortesque, che l’eroe del quale facciamo le veci è veramente un damerino privo di eroismo ma, animato dalla voglia di rivalsa, si farà aiutare dal nostro valore di giocatori. I comandi sono semplici ed intuitivi, si corre premendo due volte sulla croce direzionale, oppure spingendo in fondo il pad analogico, si attacca con la X, si salta con il cerchio, ci si para col triangolo, ed il quadrato fa compiere un attacco poderoso. Una formula semplice, semplicissima, che riesce a coinvolgere sin da subito il giocatore che, usando la cripta di Dan come parco allenamento, potrà finalmente uscire per il mondo. Il mondo di Gallowmere è veramente pazzo e divertente, ma ne discuteremo approfonditamente più avanti, ora preme parlare del gameplay.
Come abbiamo detto, i comandi che ci permetteranno di controllare Sir Fortesque all’interno di Gallowmere sono semplici ed intuitivi, risparmiandoci la pena di un lungo e tormentoso apprendistato. E già qui le cose iniziano ad andare bene. Appena mettiamo piede fuori dalla cripta, iniziamo subito a prenderci la mano, falciando maleodoranti zombie a destra e a manca, e capiamo che MediEvil è un riuscito adventure-game innaffiato con tanta, tanta azione di qualità. Passato il primo livello, ci accorgeremo che la ripetitività qui non è proprio di casa e che, se non bastasse, dovremo anche lavorare un po’ di ingegno per proseguire con l’avventura, seminata qua e là da semplici ma geniali enigmi.
Con l’avanzare del gioco, il nostro ossuto paladino, abbattendo un giusto numero di nemici, potrà acquisire uno speciale calice, chiamato Calice delle anime (nascosto qua e là nei vari luoghi che visiteremo) che, dopo aver concluso con l’ambientazione in atto, ci permetterà di teletrasportarci nell’imponente salone degli eroi. Questo è il luogo dove riposano i valorosi eroi del passato, banchettando e divertendosi. Ad ogni nostra visita, inoltre, riusciremo a parlare con tutti gli occupanti del salone, sotto forma di statue, che ci offriranno il loro aiuto, donando a Dan quasi sempre una nuova, utilissima arma (oppure qualche fiala dell’energia od un sempre ben accetto forziere del tesoro).

Parlando un po’ delle armi, sono molte e varie, si va da un semplice ed arrugginito spadino ad una splendente spada magica, da una grezza ma efficace ascia ad un nerboruto martello, da una balestra ad un arco incantato, passando per lance, saette magiche, pugnali, fino ad arrivare a quanto mai stralunate cosce di pollo (che tramutano i nemici in tacchini arrosto), armature draconiche e, addirittura, l’ossuto braccio di Dan, che potrà staccarsi, si potrà usare come mazza, e persino scagliare contro gli avversari.
Non mancheranno, inoltre, boss di tutto rispetto che, con l’avanzare dell’avventura, si dimostreranno sempre più ostici ed assetati di sangue (citando il buon vecchio Brook di One Piece: “vogliono il mio sangue… anche se sono uno scheletro e non ho sangue”), che ci costringeranno a ricorrere a tutto l’arsenale del nostro scheletrico cavaliere. Ma niente paura, se abbiamo finito gran parte delle nostre munizioni potremo, all’occorrenza, comprarle da degli ingordi Gargoyle, appesi ai muri di tutti i livelli che visiteremo.
Concludendo con questa carrellata nel gameplay di MediEvil, c’è da aggiungere una piccola nota di demerito. La gestione delle telecamere, infatti, risulta a volte poco pratica, a tratti frustrante, dando qualche difficoltà in quei livelli molto funambolici che Dan dovrà affrontare. Niente di allarmante, si intende, solo un piccolo elemento negativo che non intacca minimamente la bontà dell’insieme.

conosco questo gioco da tanto tempo perchè lo vidi in una demo che uscì allegata a una rivista di playstation e che acquistai in in una assolata mattinata (lo ricordo bene) durante l'estate del lontano 1997! altri tempi eh! mi colpì subito ma poi, non so perchè, non l'ho mai acquistato, poi uscirono altri bei giochi (la psx si stava diffondendo rapidamente in quel periodo e cominciavano a uscire diversi bei titoli), mi dimenticai e finì lì la cosa... Qualche tempo fa, dopo molti anni, ho rispolverato per caso quella vecchia demo, una valanga di emozioni ho riprovato alla visione e all'ascolto delle splendide musiche di questo gioco e ho pensato: "Peccato nn averci mai giocato! che mi sono perso!". Così ho deciso di procurarmi il gioco, di riattaccare la vecchia psx e di fare ciò che nn feci dieci anni fa! inizierò a giocarci fra qualche giorno (adesso ho la tv rotta, peccato...) Penso che i bei giochi, quando sono fatti con ispirazione e talento (e Medievil ne trabocca da tutti i pori) non abbiano età e del resto anche dal punto di vista tecnico il gioco non sfigura con quelli odierni, soprattutto se lo guardiamo con lo sguardo di un videogiocatore di dieci anni fa; all'epoca era il top per grafica e sonoro, ma soprattutto quello che rende Medievil unico e per me irresistibile è l'atmosfera dark-comica, ricca di humour nero, che richiama da vicino i film di Tim Burton... fantastico! rispolveriamo allora i vecchi giochi! quelli fatti bene sono immortali! (così come succede per i film! un film del passato anche se con effetti speciali rudimentali e nn fatto in digitale può essere migliore di un film recente sotto diversi aspetti: regia, montaggio, sceneggiatuta, ecc...). Che ne pensate?
Caro Knukle, penso anch'io che un ipotetico Medievil per console di nuova generazione rischierebbe di essere una minestra riscaldata e forse si snaturerebbe, del resto gli esempi a tal riguardo sono tanti... basti pensare allo stesso Sonic per megadrive, gioco perfetto nel suo bidimensionalismo, tanto è vero che le successive versioni in 3d uscite recentemente per le nuove console si sono rivelate insuccessi e comunque non in grado di offrire la stessa dose di divertimento del Sonic originale (fra cui il quarto episodio, Sonic e Knukle, tu dovresti conoscerlo bene, visto il tuo nickname eheh!).| Trama | Longevità | Audio | Grafica | Giocabilità |
| 7.5 | 8.8 | 9 | 8.5 | 9 |
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