Atteso, bramato, praticamente il migliore
Prima di introdurre il discorso a Ridge Racer Type 4, vorrei fare una piccola considerazione, con molta probabilità la Namco, con la serie di Ridge Racer su Playstation, è riuscita a fare esattamente lo stesso che ha fatto il compianto Mike Bongiorno in "Lascia o raddoppia" con la TV italiana: riuscire a compattare le masse attorno a sè. Forse questa affermazione può apparire esagerata, ma prima di valutarla erroneamente basta pensarci un attimo: alla nascita della scatola grigia di casa Sony, Namco era lì pronta ad attirare orde di appassionati videogiocatori con le sue auto dai colori sgargianti, la giocabilità immediata seppur altamente inverosimile, le ragazze con i cartelloni in pista prima della partenza e la sua grafica (per i tempi) impressionante. Ora, dal primo capitolo è passato più di un decennio. In quel decennio la casa di Pac-Man non ha mai perso di vista l'obiettivo principale della saga, e i due titoli successivi (Ridge Racer Revolution e Rage Racer) servirono a preparare il terreno per il più ambizioso, curato e amato Ridge Racer Type 4. Citato più volte come il capitolo migliore della saga, vanta di una struttura di primo livello e una qualità complessiva ottimale, tanto che la stampa specializzata arrivò addirittura a definirlo "The Gran Turismo killer". Beh, forse su quello avevano esagerato, ma di certo non ci erano andati molto lontano. Perchè? Vediamolo subito.