Altro giro, altra corsa: puntualissima, Core Design rilascia nel 1998 il terzo episodio delle avventure rocambolesche di Lara Croft, evidentemente facendo proprio il detto “squadra che vince non si cambia”. Ma se i detti popolari sottendono sempre verità e saggezza, c’è anche da sottolineare che se due capitoli quasi identici tra loro sono leciti, tre sono decisamente troppi.
Lara’s Back
Iniziando una nuova partita a Tomb Raider III vediamo la nostra Lara di profilo: la posizione ideale per notare come il suo bel decolletè sia ancora più abbondante e tondeggiante. Ma l’intera figura della bella archeologa si è fatta più sexy, slanciata e luminosa. Guardandoci intorno poi notiamo che l’impatto grafico è notevole: abbondano piante rampicanti e felci nella riproduzione della giungla indiana, scimmiette albine, tronchi e liane: è molto piacevole notare gli effetti della decisione degli sviluppatori di scegliere il triangolo come figura geometrica di base con cui comporre le costruzioni poligonali che costituiscono gli ambienti con cui andremo ad interagire. Questo si traduce in contorni in genere meno squadrati e limitati rispetto al passato, possiamo rendercene conto ad esempio osservando costruzioni idealmente circolari come idoli o colonne – del tutto rettangolari per esigenze tecniche in precedenza – o le sponde dei fiumi.