Toda joia, toda beleza!
Pur continuando a proporre senza variazioni il sistema di controllo visto in tutti i capitoli precedenti, TLR riesce con un gameplay di qualità a sopperire all’età che ormai ha reso troppo macchinosi i movimenti di Lara, che hanno l’identica vecchia impostazione del 1996.
A parte questo, stavolta le nuove abilità di Lara sono inserite in numero veramente rilevante, e sono facoltà tutte di grandissimo impatto sul numero e la tipologia di ostacoli che ci troveremo a dover affrontare, per aree di gioco sempre diverse e più impegnative da superare. Proviamo ad elencarle tutte: oltre a correre, camminare, saltare, arrampicarsi su piattaforme e scalare pareti, eseguire capriole, muovere oggetti pesanti, nuotare o interagire con leve ed interruttori, Lara può camminare a quattro zampe per introdursi negli anfratti più angusti, aumentare con sprint la sua velocità, pilotare veicoli, forzare porte, dondolarsi da corde, issarsi su pertiche e, novità ancora più grandiosa, può finalmente superare gli angoli mentre è appesa ad una sporgenza, grandissimo limite del passato. Insomma, tutti questi movimenti possibili, e le mille possibilità di combinazione che offrono, permettono una enorme diversità di mappe, che infatti si mantengono in TLR sempre varie, stimolanti e divertenti. Seppur non troppo diversificate dal punto di vista paesaggistico, quindi, le ambientazioni di questo capitolo sono un perfetto connubio di ottima realizzazione grafica e versatilità tecnica, come comprova ad esempio il paesaggio che sfreccia lungo le rotaie nell’originalissimo livello ambientato su un treno in corsa.