Tales of Phantasia

Wolf Team© | Gioco di ruolo

Tales of Phantasia - Recensione
Autore:
Cyren_Ryu
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Ultima revisione: 09/12/2009

Pagina 1 di 1

Correva l'anno 1995 e un piccolo team di sviluppo giapponese, chiamato Wolf Team, creò, partendo da una novella chiamata Tales Phantasia un videogioco per Super Nintendo, un videogioco rinominato Tales of Phantasia. Nonostante lo sviluppo del titolo fu piuttosto travagliato, il risultato fu ottimo sotto tutti i punti di vista, tanto che diede il via ad uno dei brand videoludici oggi più conosciuti, ossia Tales of. Il successo di questo capitolo fu però fenomenale, al punto che oggi, nel 2009, si possono contare ben 3 remake del gioco, rispettivamente su Playstation, Gameboy Advance (l'unica versione che varcò i confini giapponesi per giungere in occidente) e Playstation Portable. Complici furono le moltissime traduzioni amatoriali in moltissime lingue, tra cui una in italiano, riuscì a farsi conoscere su larga scala e a impressionare, in maniera positiva, i fan di tutto il mondo. Passiamo ordunque ad analizzare la versione originale del gioco, quella che diede origine a tutto

Un epico viaggio attraverso il tempo

Nei panni del giovane Cless Alvein e del suo amico Chester Burklight ci ritroveremo a dover affrontare la distruzione del nostro villaggio e il risveglio di un potente mago, Dhaos, imprigionato grazie ad un sigillo magico dodici anni prima. Verremo quindi catapultati nel passato, dove ci ritroveremo nuovamente ad affrontare lo stregone, ma allo stesso tempo dovremo cercare un metodo per riuscire a sconfiggerlo definitivamente, grazie all'aiuto di nuovi amici e dei loro strabilianti poteri: Klarth F. Lester e Arche Klein. La trama è raccontata con un ottimo ritmo, senza cadere mai nella noia e posizionando bene i colpi di scena, fino all'epico scontro finale.

Nel gioco incontreremo moltissimi personaggi, tutti ottimamente caratterizzati. In particolar modo quelli principali, nonostante si possa notare una lieve vena stereotipata, sono sviluppati ed ognuno ha i suoi pesanti fardelli personalo da affrontare. Dhaos, dal canto suo è un ottimo avversario, crudele e spietato. L'insieme di questi fattori positivi porterà il gioco a raggiungere un climax elevatissimo, che rapirà il giocatore dall'inizio alla fine del gioco.    

 

 

 

Un nuovo, innovativo battle sytem

Tales of Phantasia, presentò una grandissima innovazione per l'epoca. Il "Linear Motion Battle System". Un nuovo battle system, dove i personaggi si muovono lungo un piano orizzontale e il giocatore, controllando il protagonista li combatte in tempo reale, in maniera simile ad un picchiaduro, usando semplici attacchi fisici, abilità e combo. Gli altri membri del team agiranno in maniera autonoma, secondo alcune linee generali preimpostate. Il tutto funziona in maniera semplice e immediata, offrendo un nuovo modo di affrontare le numerose battaglie casuali che il gioco ci presenterà. Un'altra particolarità del gioco si presenta nella "borsa del cibo". Sarà possibile, attraverso il menù, inserire in questa sacca vari alimenti che verranno consumati automaticamente durante l'esplorazione, ripristinando la salute del gruppo in tempo reale. Per quanto concerne il resto, troviamo elementi classici degli jRPG.

Come lo sviluppo dei personaggi tramite level up, ognuno apprenderà le proprie tecniche in maniera differente: mentre Mint le apprenderà semplicemente salendo di livello, per Klarth sarà differente, in quanto dovremmo sconfiggere le varie Summon presenti nel mondo di gioco, e ancora in altro modo per gli altri personaggi. La gestione dei menù, delle opzioni e dell'inventario avviene come nella stragrande maggioranza dei titoli di questo genere, quindi nulla di nuovo da segnalare. Infine da sottolineare la gran quantità di minigiochi presenti con cui sbizzarristi. 

 

 

 

Spremendo il Super Nintendo ai limiti!

Talesof Phantasia, spreme il Super Nintendo ai limiti, presentando una grafica ed un comparto sonoro a livelli altissimi, ma andiamo ad analizzare entrambi nei dettagli.

Il gioco presenta una grafica 2D dettagliatissima sotto ogni aspetto, presentando personaggi perfettamente disegnati e fluidi, con fattezze realistiche durante l'esplorazione delle varie locazioni, varie e ottimamente disegnate, nonchè arricchite da moltissimi effetti grafici stupefacenti, come riflessi in tempo reale dei pg sull'acqua e specchi, foglie mosse dal vento, cerchi sulle superfici liquide se qualcosa vi cade, uccelli che volano e così via, proponendo qualcosa che non si era visto prima d'ora.

Passando alla battaglia, troviamo dei personaggi e dei nemici un po' più stilizzati, ma comunque dettagliatissimi sotto ogni aspetto. Ogni singolo cambio d'arma (o nel caso di Cless anche di scudo) viene visualizzato, dimostrando una cura maniacale nelle piccolezze. Gli effetti delle varie magie, evocazioni e tecniche sono sorprendenti, animate alla perfezione e tutti differenti, veramente un capolavoro.

Il comparto audio è veramente sorprendente. Il chip sonoro della console è stato sfruttato in maniera spettacolare dal maestro Motoi Sakuraba, che ha creato melodie sorprendenti, perfettamente caratterizzate che sono entrate nell'immaginario collettivo. Ma non s'è fermato qui. Grazie ai suoi collaboratori è riuscito a rendere Tales of Phantasia il primo gioco dove le voci dei personaggi venivano eseguite in tempo reale durante le battaglie, oltre alla splendida Main Theme "Yume wa Owaranai" in italiano "Il sogno non finirà", prima ed unica canzone completamente cantata su Super Nintendo. Insomma, un capolavoro ineccepibile sotto il lato tecnico. 

 

 

 

Una lunga avventura, ricca di deviazioni

Il gioco, se affrontato in maniera spedita, durerà circa 20-25 ore, una longevità soddisfacente per un titolo SNES. Ma, ci sono talmente tante cose secondarie da fare che lasciarle incompiute sarebbe un peccato. Si va da semplici boss secondari, ad una caccia al tesoro lunghissima, che ci porterà a girare il mondo intero per raccogliere moltissimi premi.

Tirando le somme, ci ritroviamo davanti ad un vero e proprio capolavoro, sotto ogni singolo aspetto. Tales of Phantasia narra una storia spettacolare, ricca di momenti carichi di emozioni, sfrutta il Super Nintendo in maniera magistrale, ma senza risentirne ed offre un gameplay nuovo, frizzante e immediato, che ci accompagnerà per moltissime ore di gioco, se decideremo di esplorare ogni singolo angolo del mondo di Aselia.



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Commenti (20 GSP):

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  • Cyren_Ryu - 09/12/2009, 10:06 #1
    E prima che qualcuno spunti a chiedere perché non ci sono dei contro: Il gioco, considerando l'anno d'uscita e l'età, non ne ha.
  • Dragoon88 - 09/12/2009, 11:05 #2
    Gioco stupendo,ho divorato tutto d'un fiato la versione gba e me lo rigiocherei volentieri
  • Cyren_Ryu - 09/12/2009, 15:16 #3
    E ancora che ti sei giocato la versione tecnicamente peggiore D=
  • Cid89 - 09/12/2009, 15:55 #4
    Ci sto giocando in questo periodo (versione PS1, Moria Mines), ma ho giocato una quindicina di ore anche alla versione SNES (arrivando circa allo stesso punto). Credo che il gioco sia molto bello, ma non condivido il tono a mio parere eccessivamente entusiastico della recensione: la trama finora non mi è sembrata così esaltante e avvincente, anzi mi è parsa sin troppo piatta e lineare.
    Inoltre avrei fatto un minimo accenno alla abnorme quantità di incontri casuali, che sa essere davvero fastidiosa.
  • Cyren_Ryu - 09/12/2009, 16:09 #5
    Per quell'epoca era standard, un elemento base del genere, indi non era fastidiosa. Il gioco, trattandosi di retrogames va recensito tenendo conto dell'epoca in cui è uscito. Se avessi recensito la versione PSP, o quella GBA, il discorso sarebbe stato un pelino differente, probabilmente.

    Se poi hai il cuore di pietra e non ti lasci emozionare, non è colpa mia D=
  • Cid89 - 09/12/2009, 16:41 #6
    Non è questione di cuore di pietra, alcune parti sono molto belle (mi piacciono in particolar modo l'inizio e le prime ore di gioco). Quello che mi spiace è che poi, come in moltissimi altri giochi del genere, si debbano inserire qua e là in maniera pretestuosa delle sottomissioni un po' anonime (ad esempio, il dover prendere Undine, Efreet e Gnome), in cui il giocatore si dimentica della storia, perché quelle sottomissioni non presentano grossi richiami con l'avventura principale. L'impressione è che siano messe lì solo per allungare il brodo.
    Nel punto in cui sono arrivato io è successo proprio così, ho faticato a riprendere il filo della vicenda, e ho vissuto con fastidio il dover prendere quelle Summon affrontando tre anonimi e noiosi dungeon.

    Per quanto riguarda lo standard dell'epoca, beh, se non sbaglio sono del 1995 anche Chrono Trigger e Lufia 2, due giochi che hanno pensato bene di eliminare quel cliché superato degli incontri casuali (diciamo "limitarlo", va')...
    Poi, per il mio gusto personale, qualche incontro casuale può andare anche bene, ma io trovo che in Tales of Phantasia ce ne siano davvero troppi, anche nell'ottica di 14 anni fa.
  • Cyren_Ryu - 09/12/2009, 20:07 #7
    Oddio, "dover prendere le summon". Mi sa che t'è sfuggito che le summon sono uno dei pochi metodi per sconfiggere Dhaos. E di obbligatorie nella storia ce ne sono poche. Sylph, Efreet, Undine, Gnome, Maxwell, Luna e Origin, se non ricordo male. Ce ne sono altrettante facoltative: Shadow, Aska, Volt, Gremlin, Chameleon, Puto.

    La storia mi scadrebbe non poco se Klarth andasse da Dhaos solo con Sylph eh <.<
  • Eillinfrausill - 09/12/2009, 20:54 #8
    Cyren_Ryu ha scritto:
    Per quell'epoca era standard, un elemento base del genere, indi non era fastidiosa.

    Premetto che non l'ho giocato (e dopo lo choc, in termini di gameplay e trama, di Tales of Eternia, me ne guarderò bene!).

    Comunque, se c'è una cosa che proprio non dipende dal tempo d'uscita del gioco, quella è la storia.
    Si scrivono belle storie da secoli, e l'essere mediocri da questo punto di vista non è per nulla giustificato dal semplice fatto che "la massa" degli altri giochi era equivalente. Se la potenzialità c'è, e manca il risultato, ci troviamo di fronte a una pecca, a prescindere dal momento storico.
  • Cid89 - 09/12/2009, 21:08 #9
    Beh, Cyren Ryu si riferiva alla quantità di incontri casuali, non alla storia :)

    @Cyren Ryu: in questi termini, è vero :D Ma comunque ciò non cancella la mia impressione originaria: avrebbero potuto integrare quei dungeon meglio con la storia, invece di limitare tutto a un "Vai in giro per il mondo, fai patti con gli spiriti X,Y,Z così potrai evocare lo spirito W con cui potrai sconfiggere Dhaos" :S
  • Eillinfrausill - 09/12/2009, 21:22 #10
    Cid89 ha scritto:
    Beh, Cyren Ryu si riferiva alla quantità di incontri casuali, non alla storia :)
    Ah =O
    Avevo letto che criticavi la storia, pensavo foste rimasti su quello ^_^' ritiro!
  • Cyren_Ryu - 09/12/2009, 21:25 #11
    Cid, di certo, il "prendi ABCDper poi avere E" ha più senso del girare quasi totalmente a vuoto di altri giochi per giungere al'obiettivo (DQ ne è abbastanza un esempio, a mio avviso, nonostante sia pure quella una saga che io ami)
  • Eillinfrausill - 09/12/2009, 22:58 #12
    Cyren_Ryu ha scritto:
    Cid, di certo, il "prendi ABCDper poi avere E" ha più senso del girare quasi totalmente a vuoto di altri giochi per giungere al'obiettivo (DQ ne è abbastanza un esempio, a mio avviso, nonostante sia pure quella una saga che io ami)
    Siamo sempre all'insegna degli espedienti per aumentare la longevità >.>
    Altri modi tipici sono il "passaggio bloccato" e "la persona che prima di darvi le informazioni che vi servono ha bisogno di qualche favore"
  • Aendrix - 12/12/2010, 16:59 #13
    Da qui in poi ho cominciato a tener sempre d'occhio la serie Tales of...era un capolavoro!
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Caratteristiche:
  • TramaLongevitàAudioGraficaGiocabilità
    98.5 9.59 8.5
Pro:
  • Trama stupenda e ben narrata
  • Gameplay innovativo, immediato e funzionale
  • Comparto tecnico che spreme il Super Nintendo al massimo
  • Diverte a lungo
Contro:
  • Nessun Contro
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